La storia delle cose

22 Luglio 2008 – 02:14

Ieri sera, verso la fine di un incontro pubblico a Cuggiono (Mi), per mancanza di tempo, non è stato possibile rispondere ad una persona che ha fatto delle osservazioni in merito al fatto che, secondo lui, il profitto e la speculazione finanziaria possano essere positive o avere qualcosa di etico.

La mia risposta è contenuta in questo video: “La storia delle cose” e si capisce bene come la penso. Spero che lo possa vedere anche Lei e Le possa far comprendere la verità.

Per non dimenticare…

13 Luglio 2008 – 14:33

“E’ semplice. Nelle colonie stampiamo la nostra moneta, chiamata certificato provvisorio coloniale. La emettiamo in quantità appropriate rispetto alla domanda del commercio e dell’industria per far sì che i prodotti passino facilmente dal produttore al consumatore. In questo modo, creando noi stessi la nostra cartamoneta, ne controlliamo il potere d’acquisto e non dobbiamo pagare interessi a nessuno.” – Benjamin Franklin

“Credo sinceramente che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà degli eserciti nemici
schierati. Il potere di emissione dovrebbe essere sottratto alle banche e restituito al popolo, al quale giustamente appartiene.” – Thomas Jefferson

“Se il popolo americano permetterà mai che banche private controllino l’emissione della sua valuta, le banche e le società che prolificano intorno ad esse, prima tramite l’inflazione e poi tramite la deflazione, priveranno il popolo di tutte le sue proprietà fino al momento in cui i figli si ritroveranno senza tetto nel continente conquistato dai padri.” – Thomas Jefferson

“La mano che dà sta sopra quella che prende. Il denaro non ha patria; i finanzieri non hanno né decenza né amor di patria, il loro unico scopo è il guadagno.” – Napoleone Bonaparte

“Il governo dovrebbe creare, emettere e far circolare tutta la valuta e il credito necessario per soddisfare il potere di vendita del governo e il potere d’acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solo la suprema prerogativa del governo, ma è anche la sua più grande opportunità creativa. Con l’adozione di questi princìpi, ai contribuenti verranno risparmiate enormi quantità di interessi. Il denaro cesserà di essere il padrone e diventerà il servitore dell’umanità.” – Abraham Lincoln

“Il potere del denaro vive alle spalle della nazione in tempo di pace e cospira contro di essa in tempo di avversità. E’ più dispotico della monarchia, più insolente dell’autocrazia, più egoista della burocrazia.” – Abraham Lincoln

Comuni DEBITO!!!

21 Giugno 2008 – 15:50

da corriere.it

…comunque sia, nel 2006 i debiti di Roma avevano toccato 6 miliardi 564 milioni, contro i 3 miliardi 627 milioni di Milano. Per arrivare a fine 2007, secondo la Ragioneria, a 6,9 miliardi in bilancio e schizzare a 8,1 miliardi considerando appunto tutti i contratti bancari in essere. Più consolante per i romani, tuttavia, secondo Causi, risulta la lettura di un recente rapporto della prestigiosa agenzia di rating Standard&Poor?s che ha raffrontato i dati del 2006 di alcune grandi città. Da questo rapporto risulta, per esempio, che il debito comunale pro capite che grava sulle spalle di ogni cittadino milanese era di 2.782 euro, contro i 2.426 euro caricati sulla schiena di ogni romano. Non soltanto: la spesa per gli interessi pagata dal Comune di Milano era pari al 15,5% del totale delle entrate municipali, contro il 13,9% del Campidoglio…

Calcolatrici alla mano, fatevi 2 conti…

Fonte: http://www.corriere.it/politica/08_giugno_21/focus_roma_batte_milano_nei_debiti_423989c8-3f5f-11dd-aa0d-00144f02aabc.shtml

Risposta a Luca dei Grilli Altoparlanti, Meetup di Milano

16 Giugno 2008 – 00:51

Ciao Luca,

sicuramente saremmo falliti, perché abbiamo una classe dirigente di mediocri che sa vivere solo di monopoli e di conflitti d’interesse. Entrare nell Euro é stato il minore dei mali, diciamo pure che abbiamo spostato un po’ più avanti il nostro fallimento.

Cosa abbiamo perso? La Sovranità monetaria. Cioé il potere che ha uno Stato di regolare la propria politica monetaria al bisogno. Faccio un esempio: se lo Stato ha necessità di aumentare le pensioni o dare degli incentivi per abbassare le accise sui carburanti, deve chiederne il permesso alla BCE, la quale gli ricorderà che il nostro debito pubblico è troppo alto per fare ulteriori spese. Da qui la perdita costante del potere d’acquisto delle famiglie per via di un inflazione reale tra 8,1% e il 15,6% dovuta quasi esclusivamente alla speculazione sui prodotti finanziari (come derivati, futures ecc.) e dalle continue iniezioni di liquidità della BCE o della FED per salvare le banche che stanno andando a gambe all’aria.

Il debito pubblico italiano è costituito nella maggior parte da titoli di Stato (bot, cct, btp) emessi dal Ministero del Tesoro.

http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/10/italia_debito_pil2.gif

E’ un errore credere che i titoli del debito pubblico sono in mano agli italiani, perché questo dipende dalla fiducia che noi riponiamo in questo strumento, se la nostra fiducia cala e non li acquistiamo i titoli rimangono in mano alle banche.
In questo ultimo periodo il popolo e le istituzioni hanno preferito altri strumenti finanziari (anche più rischiosi).
Bisogna invece analizzare attentamente il concetto del debito a fronte d’interesse:

se lo Stato italiano ha bisogno di moneta per 100 MLD Euro deve emettere come contropartita un valore equivalente di titoli del debito pubblico da dare alle banche che poi li piazzano sul mercato. Questi titoli sono gravati da interessi che andranno restituiti alla scadenza supponiamo il 3% netto; 100 + 3 = 103

Ma quello che c’insegna la matematica è che se io ho solo 100 come posso restituire 103? Allora, il sistema (oggi la BCE, ieri Bankitalia) dice: “fa niente, restituitemi soltanto l’interesse e noi a fronte di una nuova emissione di titoli del debito pubblico vi daremo la moneta che vi serve”; in questo modo il debito cresce… cresce.
Lo stato italiano chiude ogni anno con un avanzo primario della spesa, si comporta da buon padre di famiglia, ma le finanziarie servono a ripagare il buco degli interessi creati dal debito pubblico: 80 MLD Euro

E’ un sistema perverso perché, se aumenta la spesa per interessi, aumenta anche il deficit dell Stato, il fallimento arriva quando tutti i cittadini non sono più in grado di coprire la spesa pubblica con le proprie tasse; quando i cittadini non possono più pagare le tasse, quando sono strangolati dai debiti (verso le banche) perché le retribuzioni non sono più sufficienti a coprire le spese!

Consiglio a tutto il MU di vedere questo video spagnolo è ben fatto e rende l’idea:

http://it.youtube.com/watch?v=xUjEz-_bMcQ

Per concludere: lo Stato è indebitato con le banche, noi siamo indebitati con le banche: “ma è mai possibile che un gruppo di persone con interessi privati possano tenere in mano intere nazioni?” C’è qualcosa che non va…

Le soluzioni ci sono: basta prendere consapevolezza del problema e condividerlo con gli altri; io ed altre persone lo stiamo già facendo: abbiamo creato l’associazione Onlus Arcipelago SCEC che ha come scopo primario offrire informazione su questi meccanismi e proporre un sistema economico che non si basa sulle regole del debito.


Associazione ONLUS Arcipelago SCEC | Sele Legale Via Marcantonio Odescalchi, 3 | 00152 ROMA
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