Arcipelago SCEC, Report e i progetti sull’agricoltura

14 Aprile 2008 – 17:18

Chi ha visto la puntata di ieri di Report sull’agricoltura e aveva letto o sentito quello che si racconta noi di Arcipelago nel nostro progetto non avrà sentito niente di nuovo. La bellezza però di sertirlo dire dalla televisione, beh… ha tutto un altro sapore.

Si è iniziato a far vedere i prodotti della grande distribuzione che vengono da paesi a migliaia di chilometri o frutta e verdura fuori stagione che sa di segatura perché gli manca una cosa fondamentale per maturare…il sole! Inoltre hanno esaminato il problema dell’imballaggio che a volte costa più del prodotto e crea una quantità enorme di rifiuti da smaltire. Si è visto anche come il contadino che lavora con l’agricoltura intensiva getti per lo meno il 30% della sua produzione e un altro 10% abbondante poi la butta nel cassonetto la GDO e a lui in tasca gli vengono solo le briciole perché il prezzo lo fa lei (la GDO) che ha in mano praticamente tutto il mercato.

Poi si è sfatato il mito: che l’agricoltura intensiva produca di più e ci sono state le testimonianze di produttori, ricercatori e professori di università che hanno sfatato queste falsità sbandierate solo dalla disinformazione e si è andati a vedere alcune cose che funzionano (km 0 di coldiretti, i farmer market, i GAS) tra queste hanno anche intervistato un produttore biologico amico di Andrea Casalini (Colombini) che illustrava il suo lavoro con i GAS della toscana.

Poi allevatori che vendono direttamente il latte alla spina e la carne da loro stessi prodotta senza necessità di antibiotici che invece abbondano nell’allevamento intensivo e molte altre interessanti attività.

Una cosa comunque chi ha letto attentamente il nostro progetto avrà notato: ovverosia che “il Sapore del Cuore” per far diventare convenienti i prodotti di qualità superiore e non dipendere dalla speculazione sui prezzi, lavora sia sulla filiera corta, ma anche sul prodotto finito e lavorato direttamente dall’associazione dei produttori che vendono nel supermercato locale. Il passaggio è infatti fondamentale. Il concetto infatti è quello di integrare la remunerazione del produttore agricolo anche con la vendita del prodotto finito o trasformato. Pensate infatti al produttore di grano che arriva fino alla vendita del pane (25 euro al quintale di grano contro 250-300 euro per un quintale di pane) o ai prodotti da forno (pizze, dolci ecc.) dove i ricarichi sono molto superiori e dove la materia prima incide solo per una percentuale infinitesimale.

Poi pasta fresca e prodotti in eccedenza trasformati come confetture, passate di pomodoro, carciofini, olive sott’olio e moltissime altre cose.

In questo caso al produttore andrà una quota molto superiore a quella che avrebbe ricevuto solo vendendo direttamente la sua produzione. Su questo poi ci si può creare un vero e proprio marchio da divulgare nei ristoranti e nei punti di ristoro che adottano solo prodotti del circuito locale. Per il consumatore, oltre a pagare un prezzo equo e giusto e sicuramente in linea con quelli della GDO (e forse anche meno), può contare anche sullo strumento dei Buoni della Solidarietà ChE Cammina che rendono ancora più appetibili (in tutti i sensi) i prodotti locali.

Questa è la vera differenza sulla quale stiamo lavorando molto seriamente e speriamo quanto prima di poter inaugurare il nostro supermercato locale con anche altre merci locali come artigianato ecc.

Pierluigi Paoletti - Presidente

Arcipelago SCEC

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