Arcipelago Lombardia

Coordinamento regionale Buoni Locali di Solidarietà SCEC



Categoria: Economia


Bisogna dare liquidità all’economia non alle banche

11 Ottobre, 2008 (11:27) | Economia | Di: Gaetano La Legname

Crollano le borse? Il sistema finanziario è messo a dura prova?

La soluzione è più semplice di quanto si creda, sempre che si voglia vedere e si abbia il buon senso di applicarla.

Il debito, nella sua evoluzione esponenziale di lungo periodo, assorbe quote sempre maggiori di ricchezza; le banche, in preda ad un delirio di onnipotenza da utili, hanno moltiplicato la produzione mondiale per decine di volte con gli strumenti a leva finanziaria, abbandonando definitivamente
la loro funzione sociale di finanziare le attività economiche. Il risultato è che l’economia reale sta rimanendo senza liquidità, mentre le banche, a causa di una percentuale di per sé piccola di insolvenze, ma grazie alle leve finanziarie esasperate, stanno fallendo in numero sempre maggiore.

Per uscire da questa crisi, è necessario, dichiarare fuori legge e quindi far sparire dal mercato i prodotti dell’ingegneria finanziaria come i derivati, le obbligazioni strutturate ecc.

Occorre altresì azzerare completamente tutti i debiti, divenuti insostenibili e immettere liquidità nel sistema economico senza indebitarlo permettendo così all’economia reale di riprendere la sua normale funzione nella società. Con queste semplici, ma coraggiose, soluzioni, si libererebbe una enorme massa di ricchezza che farebbe tornare in equilibrio un sistema economico, ormai malato terminale.

Le contromisure prese dalle autorità monetarie e dai governi invece vanno nel senso opposto, ovvero quello di dare liquidità alle banche per non farle fallire e permettere di continuare nel loro assurdo e delirante gioco di moltiplicare gli utili, con la scusa di salvaguardare i depositi dei risparmiatori. Ad aggravare la situazione c’è che questa enorme liquidità data al sistema bancario, non viene reimmessa nel circuito economico, ma viene usata semplicemente per tamponare le falle nei bilanci bancari. La
conseguenza sono imprese e famiglie in enorme difficoltà di liquidità in un sistema creditizio che invece detiene masse enormi di denaro, ma inutilizzate usarle.

Se si vuole davvero salvaguardare le famiglie e le imprese, si dia quella liquidità direttamente a loro, annullando i debiti e si lasci una volta per tutte morire questo sistema bancario ingordo, malato e ormai inutile. Se non lo fanno l’unico sistema è adottare la moneta complementare che immette
liquidità senza indebitare nell’economia e alle famiglie, insieme a questo occorre ricostruire l’economia reale, a partire dalla agricoltura, distrutta e disgregata dalla globalizzazione selvaggia.

Pierluigi Paoletti
ARCIPELAGO SCEC
—————–
Presidente associazione

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Presentazione ArcipelagoSCEC a Salò (BS)

2 Ottobre, 2008 (17:59) | Economia | Di: Marco Castrezzati

Ieri sera, 1° ottobre, ho partecipato ad un incontro con il GAS di Salò, su loro precisa richiesta, per presentare il progetto “ArcipelagoSCEC”.

Da questo incontro è emerso il grande interesse intorno alle monete complementari. Buona parte dei presenti ha manifestato la volontà di partecipare attivamente e quindi pianificare le tappe per giungere anche in Lombardia all’avvio dell’Isola locale del nostro arcipelago.

Abbiamo bisogno di persone motivate e qui ci sono!

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Le Banche di Allah di Raffaele Ragni - Rinascita

23 Settembre, 2008 (19:56) | Economia | Di: Gaetano La Legname

La finanza islamica non ha risentito della recente crisi dei mutui subprimes americani. Essendo vietati il prestito ad interesse e la commercializzazione dei debiti, gli investitori musulmani non corrono il rischio di acquistare prodotti complessi, come le famigerate collaterized debt obligations, che hanno scatenato la crisi. L’autorevole agenzia di rating Moody’s stima che gli asset delle banche islamiche, in un solo anno, sono aumentati del 20% raggiungendo quota 500 miliardi di dollari. Non vi è così altra strategia per arrestare l’avanzata delle banche di Allah se non alimentare il  fantasma di Bin Laden e la paura del terrorismo.

Il 25 settembre 2007 Adnan Yousif, presidente dell’Unione delle Banche Arabe (Uab), ha firmato un memorandum d’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) per l’apertura in Italia, entro la fine del 2008, di uno sportello ispirato ai principi del Corano, in linea con quanto sta avvenendo in altri Paesi europei. È passato un anno, durante il quale si è discusso di tante problematiche legate alla presenza crescente di musulmani in Italia - apertura di moschee, matrimoni misti, studio del Corano nelle scuole, uso del velo in luoghi pubblici - ma nessuno ha seriamente approfondito i vantaggi, che avrebbero gli imprenditori e i risparmiatori italiani, se potessero rivolgersi, invece che ai soliti usurai, anche alle banche di diritto islamico. Se vogliamo davvero liberalizzare il nostro sistema finanziario, allora dovremmo aprirci a tutte le banche, non solo a quelle ispirate al modello americano.

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2° Incontro con il Venezuela

15 Settembre, 2008 (17:07) | Economia | Di: Gaetano La Legname

Presso l’Associazione Masaniello di Napoli si svolge un incontro con cadenza annuale con il Circolo Bolivariano “Josè Carlos Mariàtegui” per offrire una relazione veritiera sulla situazione politica di questa nazione. Buona visione.

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