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	<title>Arcipelago Lombardia</title>
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	<description>Coordinamento regionale Buoni Locali SCEC</description>
	<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 00:14:19 +0000</pubDate>
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		<title>La storia delle cose</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 00:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera, verso la fine di un incontro pubblico a Cuggiono (Mi), per mancanza di tempo, non è stato possibile rispondere ad una persona che ha fatto delle osservazioni in merito al fatto che, secondo lui, il profitto e la speculazione finanziaria possano essere positive o avere qualcosa di etico.
La mia risposta è contenuta in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri sera, verso la fine di un incontro pubblico a Cuggiono (Mi), per mancanza di tempo, non è stato possibile rispondere ad una persona che ha fatto delle osservazioni in merito al fatto che, secondo lui, il profitto e la speculazione finanziaria possano essere positive o avere qualcosa di etico.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia risposta è contenuta in questo video: &#8220;La storia delle cose&#8221; e si capisce bene come la penso. Spero che lo possa vedere anche Lei e Le possa far comprendere la verità.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="VideoPlayback" /><param name="src" value="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-2138416794381091301&amp;hl=it&amp;fs=true" /><embed id="VideoPlayback" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="400" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-2138416794381091301&amp;hl=it&amp;fs=true"></embed></object></p>
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		<title>Per non dimenticare&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 12:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[“E’ semplice. Nelle colonie stampiamo la nostra moneta, chiamata certificato provvisorio coloniale. La emettiamo in quantità appropriate rispetto alla domanda del commercio e dell’industria per far sì che i prodotti passino facilmente dal produttore al consumatore. In questo modo, creando noi stessi la nostra cartamoneta, ne controlliamo il potere d’acquisto e non dobbiamo pagare interessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“E’ semplice. Nelle colonie stampiamo la nostra moneta, chiamata certificato provvisorio coloniale. La emettiamo in quantità appropriate rispetto alla domanda del commercio e dell’industria per far sì che i prodotti passino facilmente dal produttore al consumatore. In questo modo, creando noi stessi la nostra cartamoneta, ne controlliamo il potere d’acquisto e non dobbiamo pagare interessi a nessuno.” – <strong>Benjamin Franklin</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Credo sinceramente che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà degli eserciti nemici<br />
schierati. Il potere di emissione dovrebbe essere sottratto alle banche e restituito al popolo, al quale giustamente appartiene.” – <strong>Thomas Jefferson</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Se il popolo americano permetterà mai che banche private controllino l’emissione della sua valuta, le banche e le società che prolificano intorno ad esse, prima tramite l’inflazione e poi tramite la deflazione, priveranno il popolo di tutte le sue proprietà fino al momento in cui i figli si ritroveranno senza tetto nel continente conquistato dai padri.” – <strong>Thomas Jefferson</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“La mano che dà sta sopra quella che prende. Il denaro non ha patria; i finanzieri non hanno né decenza né amor di patria, il loro unico scopo è il guadagno.” – <strong>Napoleone Bonaparte</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il governo dovrebbe creare, emettere e far circolare tutta la valuta e il credito necessario per soddisfare il potere di vendita del governo e il potere d&#8217;acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solo la suprema prerogativa del governo, ma è anche la sua più grande opportunità creativa. Con l’adozione di questi princìpi, ai contribuenti verranno risparmiate enormi quantità di interessi. Il denaro cesserà di essere il padrone e diventerà il servitore dell’umanità.” – <strong>Abraham Lincoln</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il potere del denaro vive alle spalle della nazione in tempo di pace e cospira contro di essa in tempo di avversità. E&#8217; più dispotico della monarchia, più insolente dell&#8217;autocrazia, più egoista della burocrazia.” – <strong>Abraham Lincoln</strong></p>
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		<title>Comuni DEBITO!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 13:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[da corriere.it
&#8230;comunque sia, nel 2006 i debiti di Roma avevano toccato 6 miliardi 564 milioni, contro i 3 miliardi 627 milioni di Milano. Per arrivare a fine 2007, secondo la Ragioneria, a 6,9 miliardi in bilancio e schizzare a 8,1 miliardi considerando appunto tutti i contratti bancari in essere. Più consolante per i romani, tuttavia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-24" style="float: left; margin: 5px;" title="euro" src="http://www.arcipelagolombardia.org/wp-content/lombardia/2008/06/euro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />da corriere.it</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">&#8230;comunque sia, nel <strong>2006 i debiti di Roma avevano toccato 6 miliardi 564 milioni, contro i 3 miliardi 627 milioni di Milano</strong>. Per arrivare a fine 2007, secondo la Ragioneria, a 6,9 miliardi in bilancio e schizzare a 8,1 miliardi considerando appunto tutti i contratti bancari in essere. Più consolante per i romani, tuttavia, secondo Causi, risulta la lettura di un recente rapporto della prestigiosa agenzia di rating Standard&amp;Poor?s che ha raffrontato i dati del 2006 di alcune grandi città. Da questo rapporto risulta, per esempio, che il debito comunale pro capite che grava sulle spalle di ogni cittadino milanese era di 2.782 euro, contro i 2.426 euro caricati sulla schiena di ogni romano. Non soltanto: <strong>la spesa per gli interessi pagata dal Comune di Milano era pari al 15,5% del totale delle entrate municipali, contro il 13,9% del Campidoglio&#8230;</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Calcolatrici alla mano, fatevi 2 conti&#8230;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_21/focus_roma_batte_milano_nei_debiti_423989c8-3f5f-11dd-aa0d-00144f02aabc.shtml">http://www.corriere.it/politica/08_giugno_21/focus_roma_batte_milano_nei_debiti_423989c8-3f5f-11dd-aa0d-00144f02aabc.shtml</a></p>
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		<title>Risposta a Luca dei Grilli Altoparlanti, Meetup di Milano</title>
		<link>http://www.arcipelagolombardia.org/2008/06/16/risposta-a-luca-dei-grilli-altoparlanti-meetup-di-milano/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 22:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao Luca,
sicuramente saremmo falliti, perché abbiamo una classe dirigente di mediocri che sa vivere solo di monopoli e di conflitti d&#8217;interesse. Entrare nell Euro é stato il minore dei mali, diciamo pure che abbiamo spostato un po&#8217; più avanti il nostro fallimento.
Cosa abbiamo perso? La Sovranità monetaria. Cioé il potere che ha uno Stato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ciao Luca,</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">sicuramente saremmo falliti, perché abbiamo una classe dirigente di mediocri che sa vivere solo di monopoli e di conflitti d&#8217;interesse. Entrare nell Euro é stato il minore dei mali, diciamo pure che abbiamo spostato un po&#8217; più avanti il nostro fallimento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Cosa abbiamo perso? La <strong>Sovranità monetaria</strong>. Cioé il potere che ha uno Stato di regolare la propria politica monetaria al bisogno. Faccio un esempio: se lo Stato ha necessità di aumentare le pensioni o dare degli incentivi per abbassare le accise sui carburanti, deve chiederne il permesso alla BCE, la quale gli ricorderà che il nostro debito pubblico è troppo alto per fare ulteriori spese. Da qui la perdita costante del potere d&#8217;acquisto delle famiglie per via di un inflazione reale tra 8,1% e il 15,6% dovuta quasi esclusivamente alla speculazione sui prodotti finanziari (come derivati, futures ecc.) e dalle continue iniezioni di liquidità della BCE o della FED per salvare le banche che stanno andando a gambe all&#8217;aria.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il debito pubblico italiano è costituito nella maggior parte da titoli di Stato (bot, cct, btp) emessi dal Ministero del Tesoro.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><a href="http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/10/italia_debito_pil2.gif">http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/10/italia_debito_pil2.gif</a></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">E&#8217; un errore credere che i titoli del debito pubblico sono in mano agli italiani, perché questo dipende dalla fiducia che noi riponiamo in questo strumento, se la nostra fiducia cala e non li acquistiamo i titoli rimangono in mano alle banche.<br />
In questo ultimo periodo il popolo e le istituzioni hanno preferito altri strumenti finanziari (anche più rischiosi).<br />
Bisogna invece analizzare attentamente il concetto del debito a fronte d&#8217;interesse:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">se lo Stato italiano ha bisogno di moneta per 100 MLD Euro deve emettere come contropartita un valore equivalente di titoli del debito pubblico da dare alle banche che poi li piazzano sul mercato. Questi titoli sono gravati da interessi che andranno restituiti alla scadenza supponiamo il 3% netto; 100 + 3 = 103</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ma quello che c&#8217;insegna la matematica è che se io ho solo 100 come posso restituire 103? Allora, il sistema (oggi la BCE, ieri Bankitalia) dice: &#8220;fa niente, restituitemi soltanto l&#8217;interesse e noi a fronte di una nuova emissione di titoli del debito pubblico vi daremo la moneta che vi serve&#8221;; in questo modo il debito cresce&#8230; cresce.<br />
Lo stato italiano chiude ogni anno con un avanzo primario della spesa, si comporta da buon padre di famiglia, ma le finanziarie servono a ripagare il buco degli interessi creati dal debito pubblico: 80 MLD Euro</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">E&#8217; un sistema perverso perché, se aumenta la spesa per interessi, aumenta anche il deficit dell Stato, il fallimento arriva quando tutti i cittadini non sono più in grado di coprire la spesa pubblica con le proprie tasse; quando i cittadini non possono più pagare le tasse, quando sono strangolati dai debiti (verso le banche) perché le retribuzioni non sono più sufficienti a coprire le spese!</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Consiglio a tutto il MU di vedere questo video spagnolo è ben fatto e rende l&#8217;idea:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=xUjEz-_bMcQ">http://it.youtube.com/watch?v=xUjEz-_bMcQ</a></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Per concludere: lo Stato è indebitato con le banche, noi siamo indebitati con le banche: &#8220;ma è mai possibile che un gruppo di persone con interessi privati possano tenere in mano intere nazioni?&#8221; C&#8217;è qualcosa che non va&#8230;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Le soluzioni ci sono: basta prendere consapevolezza del problema e condividerlo con gli altri; io ed altre persone lo stiamo già facendo: abbiamo creato l&#8217;associazione Onlus Arcipelago SCEC che ha come scopo primario offrire informazione su questi meccanismi e proporre un sistema economico che non si basa sulle regole del debito.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Arcipelago Lombardia a L&#8217;espresso di Studio 1, 3a puntata</title>
		<link>http://www.arcipelagolombardia.org/2008/06/03/arcipelago-lombardia-a-lespresso-di-studio-1-3a-puntata/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 17:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arcipelagolombardia.org/?p=21</guid>
		<description><![CDATA[Parte 1 http://it.youtube.com/watch?v=Rgsq5fK-2nU
Parte 2 http://it.youtube.com/watch?v=VjcDnkOwsa4
Parte 3 http://it.youtube.com/watch?v=Cx5RmW79P6w
Parte finale http://it.youtube.com/watch?v=SpE1IgbVRuE
Ringraziamo Marco Saba, Marco Castrezzati e Omar Muro per il lavoro svolto.
Buona visione!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte 1 <a href="http://it.youtube.com/watch?v=Rgsq5fK-2nU">http://it.youtube.com/watch?v=Rgsq5fK-2nU</a><br />
Parte 2 <a href="http://it.youtube.com/watch?v=VjcDnkOwsa4">http://it.youtube.com/watch?v=VjcDnkOwsa4</a><br />
Parte 3 <a href="http://it.youtube.com/watch?v=Cx5RmW79P6w">http://it.youtube.com/watch?v=Cx5RmW79P6w</a><br />
Parte finale <a href="http://it.youtube.com/watch?v=SpE1IgbVRuE">http://it.youtube.com/watch?v=SpE1IgbVRuE</a></p>
<p>Ringraziamo Marco Saba, Marco Castrezzati e Omar Muro per il lavoro svolto.</p>
<p>Buona visione!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Arcipelago Lombardia a L&#8217;espresso di Studio 1, 2a puntata</title>
		<link>http://www.arcipelagolombardia.org/2008/05/25/arcipelago-lombardia-a-lespresso-di-studio-1-2a-puntata/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 17:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arcipelagolombardia.org/?p=20</guid>
		<description><![CDATA[Buona visione!
Parte 1 http://it.youtube.com/watch?v=GvvxZ6-ZiJA
Parte 2 http://it.youtube.com/watch?v=GdR64LVaF8s
Parte 3 http://it.youtube.com/watch?v=NLrfrxwBgug
Parte Finale http://it.youtube.com/watch?v=2CX3XkdMfSw
Ringraziamo Fausto Tomaselli, Marco Saba e Omar &#8220;Rembrandt&#8221; Muro per il lavoro sui video.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buona visione!</p>
<p>Parte 1 <a href="http://it.youtube.com/watch?v=GvvxZ6-ZiJA" target="_blank">http://it.youtube.com/watch?v=GvvxZ6-ZiJA</a><br />
Parte 2 <a href="http://it.youtube.com/watch?v=GdR64LVaF8s" target="_blank">http://it.youtube.com/watch?v=GdR64LVaF8s</a><br />
Parte 3 <a href="http://it.youtube.com/watch?v=NLrfrxwBgug" target="_blank">http://it.youtube.com/watch?v=NLrfrxwBgug</a><br />
Parte Finale <a href="http://it.youtube.com/watch?v=2CX3XkdMfSw" target="_blank">http://it.youtube.com/watch?v=2CX3XkdMfSw</a></p>
<p>Ringraziamo Fausto Tomaselli, Marco Saba e Omar &#8220;Rembrandt&#8221; Muro per il lavoro sui video.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Benjamin Franklin ed i colonial script</title>
		<link>http://www.arcipelagolombardia.org/2008/05/15/benjamin-franklin-ed-i-colonial-script/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 20:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Verso la metà del settecento l’Inghilterra si trovava all’apice della sua potenza, ma era al contempo pesantemente indebitata. Dalla creazione della banca d’Inghilterra la nazione inglese aveva intrapreso quattro costosissime guerre e si trovava con un debito pubblico pari a £140.000.000 (una cifra immensa a quei tempi). Per poter pagare la banca, il governo inglese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify">Verso la metà del settecento l’Inghilterra si trovava all’apice della sua potenza, ma era al contempo pesantemente indebitata. Dalla creazione della banca d’Inghilterra la nazione inglese aveva intrapreso quattro costosissime guerre e si trovava con un debito pubblico pari a <strong>£140.000.000</strong> (una cifra immensa a quei tempi). Per poter pagare la banca, il governo inglese pianificò un programma per ammassare ingenti somme di denaro attraverso la tassazione delle colonie americane.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nelle colonie americane c’era una scarsità di materiale adatto per il conio di moneta, così le colonie cominciarono a stampare i loro soldi in maniera assolutamente indipendente. L’esperimento risultò di grande successo e diede una forte identità alle colonie. Il denaro utilizzato si chiamava <strong>Colonial Script</strong>, era emesso <strong>senza debito e non era garantito ne da oro, ne da argento, ma dalla sola accettazione dei cittadini</strong>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Benjamin Franklin</strong> si trovava in quel periodo (1763) in visita in Inghilterra e venne interrogato dalla banca d’Inghilterra riguardo la sorprendente prosperità economica delle colonie. Franklin rispose:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">“E&#8217; molto semplice. Nelle colonie stampiamo i nostri soldi. Si chiamano Colonial script. Li emettiamo in proporzione diretta alle necessità dell’industria e del commercio per rendere facile lo scambio fra produttori e consumatori. In questo modo, creiamo la carta moneta propria delle colonie, ne controlliamo il potere d’acquisto e non abbiamo da pagare interessi a nessuno”.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La banca d’Inghilterra presumibilmente inorridì nell’apprendere che l’America aveva scoperto <strong>il segreto del denaro</strong>. Di tutta risposta la banca utilizzò tutta la sua influenza per far passare una legge in parlamento, conosciuta come il &#8221;<strong>Currency act of 1764</strong>&#8221; (legge/atto sulla moneta del 1764). Questa legge prevedeva che l’emissione di denaro da parte delle colonie fosse immediatamente interrotta e ritenuta fuori legge. Richiedeva inoltre che tutto il pagamento delle future tasse delle colonie venisse effettuato in argento ed oro. Questo è quello che <strong>Benjamin Franklin scrisse</strong> dopo appena un anno dall’entrata in vigore della legge:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">“In un anno le condizioni cambiarono così radicalmente che la prosperità cessò d’improvviso. Incominciò una recessione talmente forte che le strade delle colonie erano piene zeppe di &#8221;disoccupati”.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">A causa del malcontento generale e delle precarie condizioni economiche scoppiò quella che conosciamo come la rivoluzione americana. Spesso nei libri di scuola s’insegna ai ragazzi che questa guerra scaturì da un aumento delle tasse sul tea. Questo è assolutamente ridicolo oltre che falso. <strong>Benjamin Franklin</strong> stesso scrisse:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">“Le colonie avrebbero accettato di buon grado di pagare un pò di tasse sul tea ed altri prodotti se l’Inghilterra non avesse portato via dalle colonie il loro diritto di emettere denaro. Questa fù la ragione della disoccupazione e del malcontento. L’impossibilità delle colonie di emettere denaro fuori dall’influenza di Giorgio Terzo e della banca d’Inghilterra fù la causa scatenante della rivoluzione”.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">da <strong>Autobiografia di Benjamin Franklin</strong> per gentile concessione di <strong>Piero Sanna</strong>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><a title="...scarica l' e-book" href="http://www.arcipelagoscec.org/doc/Piero_Sanna_Moneta_Dominio.pdf" target="_blank">Scarica</a> e diffondi l&#8217; e-book &#8220;La moneta come strumento di dominio&#8221;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Non gioco più</title>
		<link>http://www.arcipelagolombardia.org/2008/05/09/non-gioco-piu/</link>
		<comments>http://www.arcipelagolombardia.org/2008/05/09/non-gioco-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 01:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si sta formando il IV governo Berlusconi: per gli amministratori delle piccole aziende come la nostra, poco cambia e lo diciamo senza polemica. E’ un periodo strano questo; qualche giorno fa sono stato nel paese natale di mia mamma in Basilicata e non riesco a dimenticare la situazione paradossale in cui vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify">In questi giorni si sta formando il <strong>IV governo Berlusconi</strong>: per gli amministratori delle piccole aziende come la nostra, poco cambia e lo diciamo senza polemica. E’ un periodo strano questo; qualche giorno fa sono stato nel paese natale di mia mamma in Basilicata e non riesco a dimenticare la situazione paradossale in cui vive quella comunità: da un lato l’abbondanza delle produzioni agricole, dall’altra lo spettro della disoccupazione mitigata dai lavori socialmente utili; quella comunità possiede una miniera d’oro a cielo aperto che è data dalla presenza costante di vento per oltre 300 giorni l’anno, sfruttata solo in minima parte. Già, <strong>l’energia</strong>: nota dolente…</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Chi scrive amministra da anni un’azienda di trasporto e per spostare le merci (su strada) si divorano tonnellate di petrolio; è di oggi la notizia dello sfondamento del <strong>120 dollari al barile</strong>. In tempi non sospetti i report di Centrofondi (<a href="http://www.centrofondi.it/report/report_02_03_06.pdf">http://www.centrofondi.it/report/report_02_03_06.pdf</a> e <a href="http://www.centrofondi.it/report/report_03_03_07.pdf">http://www.centrofondi.it/report/report_03_03_07.pdf</a>) spiegavano le vere ragioni dell’aumento del prezzo dell’oro nero; ma basta guardare le fatture di acquisto della nostra azienda per avere conferma che nel 2000 il costo dei carburanti per autotrazione incideva meno del 10% sul fatturato mensile, oggi siamo tra il 15% e il 20%.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Otto anni, solo otto anni per mettere in ginocchio l’economia italiana che sposta su gomma il oltre il <strong>90% delle merci</strong> (dati WWF Italia 08/2005) ed il resto dell’europa non se la passa di certo meglio! Il traffico su ferro è destinato a calare per un semplice motivo: la globalizzazione porta ad acquistare merci dove costano meno, le operazioni di vendita avvengono telematicamente e gli autocarri, a tutt’oggi, sono l’unico vettore (insieme all’aereo) che riesce a garantire consegne rapide e personalizzate; però facciamo l’alta velocità a spese del cittadino.</p>
<p>Questo è lo scenario attuale:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">1) una disorganizzazione sui flussi di trasporto che fa percorrere il 44% degli autocarri scarico per il 75% dell’itinerario;<br />
2) l’eccessivo nanismo delle aziende (quasi il 70% delle aziende di trasporto è inferiore ai 3 addetti, fonte Albo Autotrasportatori – Ministero dei Trasporti) e la diffidenza a creare realtà più grosse;<br />
3) la non corretta applicazione della reverse logistic (per la presenza di automezzi di proprietà delle aziende che devono spedire);<br />
4) la bassa scolarizzazione e la scarsa informatizzazione degli addetti e degli automezzi;<br />
5) il contenimento dei costi di trasporto con l’introduzione di cooperative che utilizzano manodopera extracomunitaria, sottopagata e senza diritti.</p>
<p>Tutta questa “follia” non si sposa bene con il <strong>protocollo di Kyoto</strong> e siamo curiosi di sapere come, il Ministero dei Trasporti ed i Comuni, intendono mettere in atto il <strong>Piano Generale sulla Mobilità</strong> e la <strong>City Logistics</strong> in meno di 24 mesi (entro il 2010).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Sappiamo che il Ministero dei Trasporti sta investendo centinaia di milioni di Euro per le infrastrutture delle cosidette “autostrade del mare” (fonte Albo Autotrasportatori) e abbiamo osservato come il Comune di Milano, per un ambiente più vivibile, ha introdotto la tassa d’ingresso Ecopass (<a href="http://www.comune.milano.it/ecopass/">http://www.comune.milano.it/ecopass/</a>); le intenzioni sono buone, ma per quest’ultimo i proventi andranno a coprire (quasi sicuramente) le perdite finanziarie sui prodotti derivati,  (fonte Report – Rai3:<br />
<a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1077793,00.html">http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1077793,00.html</a>).<br />
 <br />
A farne le spese saranno le aziende più piccole: “Chi glielo dice? Perché ricordiamo ancora il blocco di dicembre 2007 che mise in ginocchio l’Italia”; (fonte blog di Beppe Grillo: <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/12/camion_vuoti_e.html">http://www.beppegrillo.it/2007/12/camion_vuoti_e.html</a>) questo ebbe ripercussioni gravissime sul reparto agro-alimentare (1,5 miliardi di Euro di perdite). Bruciamo carburanti per acquistare gli asparagi dal Perù (fonte Report – Rai3:<br />
<a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1077906,00.html">http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1077906,00.html</a>)<br />
e distruggiamo le produzioni nostrane.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Un ultima considerazione: non si capisce perché i costruttori di autoveicoli industriali propongono motori con potenze e consumi sempre maggiori e non invitano le istituzioni a monitorare le emissioni di PM 10, 5, 2.5 ,1 dovute ai nuovi sistemi di combustione dei motori (fonte Stefano Montanari – Nanopatologie: <a href="http://www.stefanomontanari.net/images/pdf/nanopatologie.pdf">http://www.stefanomontanari.net/images/pdf/nanopatologie.pdf</a>).</p>
<p><strong>Qualcosa si sta muovendo ed ora si inizia a comprendere l’importanza delle merci a Km. zero; bisogna tornare alle produzioni locali, non per imporre l’autarchia, ma perché siamo obbligati dalla carenza energetica!</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">E’ necessario riorganizzare anche il settore dell’autotrasporto di merci su strada! Dal 2001 la nostra azienda ha iniziato a sviluppare un sistema telematico “proprietario” che permette di ottimizzare gli itinerari e di ridurre al minimo i “viaggi a vuoto”; nel 2005 sono stati depositati due brevetti per invenzione industriale. Questa procedura, attualmente, è utilizzata per la nostra struttura, ma grazie al dialogo intrapreso prima con il Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’Università Statale di Milano e quindi con di Dipartimento di Tecnologie dell’Informazione dell’Università di Crema (nel polo di Crema ci sono i maggiori esperti italiani in ottimizzazione dei flussi di trasporto), si riuscirà a realizzare un procedura ad hoc che potrà essere utilizzata da tutto il settore. Il progetto, che abbiamo messo a disposizione GRATUITAMENTE per il progetto di Arcipelago SCEC, può essere implementato in tempi relativamente brevi e con costi irrisori rispetto alle ingenti risorse richieste ad esempio per la relizzazione del solo sistema Ecopass. E siamo sicuri che i vari consorzi di autotrasportatori saranno molto interessati a capire il funzionamento di questo sistema innovativo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>PS1</strong> (è il suo nome) ha permesso alla nostra struttura di aumentare il fatturato del 15% negli ultimi 3 anni e di mantenere costante la spesa sui carburanti. Se consideriamo che il gasolio nel 2005 costava € 1,05 ed oggi siamo quasi a € 1,50, la minore manutenzione sugli automezzi e la riduzione delle ore di straordinario degli autisti, possiamo affermare che la performance non è da trascurare; come non è da trascurare neanche la migliore qualità della vita dei collaboratori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ma nel frattempo cosa facciamo per il costo dei carburanti? La risposta è semplice: intanto dal punto di vista informatico il sistema può emettere una sorta di “certificazione” sui trasporti a km. zero, sugli autocarri “virtuosi” che non percorrono distanze parzialmente carichi o scarichi e sui trasporti intermodali.<br />
Lo Stato da parte sua potrebbe “adottare” il progetto sui Buoni Locali di Solidarietà dell’Associazione ARCIPELAGO SCEC (<a href="http://www.arcipelagoscec.net">http://www.arcipelagoscec.net</a>; il progetto completo al link: <a href="http://www.centrofondi.it/articoli/Progetto_Buoni_Locali.pdf">http://www.centrofondi.it/articoli/Progetto_Buoni_Locali.pdf</a>).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Sappiamo che le accise sui carburanti incidono oltre il 48% sul prezzo alla pompa (senza contare l’IVA, circa il 17%, che per gli autotrasportatori è detraibile); in questo caso lo Stato potrebbe accettare TOTALMENTE questa percentuale in Buoni Locali di Solidarietà SCEC ed il sistema fornirebbe una certificazione di riscontro sui trasporti “virtuosi”. Questa operazione finanziaria allo Stato non costerebbe nulla in quanto gli stessi SCEC potrebbero essere ri-utlizzati per l’acquisto di servizi di trasporto o di beni per la collettività presso le stesse aziende che aderiscono al circuito.<br />
Gli autotrasportatori avrebbero un beneficio notevole poiché riporterebbero la spesa per carburanti ai livelli della fine degli anni ’90 senza contare l’aumento di fatturato possibile per mezzo del sistema telematico. I costi di trasporto si abbatterebbero fino al 30% con tutti i vantaggi che questo comporta!</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Corriamo… corriamo in maniera folle verso una destinazione ignota per rubare ai nostri colleghi imprenditori quella quota di mercato che oggi ci permette di rimanere a galla, con enormi fatiche! Ferminamoci a riflettere, oggi siamo ancora schiavi, di un sistema economico basato sul debito degli interessi (<a href="http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_mag_1.pdf">http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_mag_1.pdf</a>)  che funziona esattamente come il gioco delle sedie “musicanti”.<br />
Chi non ha giocato da bambino? 10 bambini e 9 sedie, qualcuno a fine musica rimane in piedi e viene escluso dal gioco (<strong>fallimento dell’impresa</strong>), si toglie una sedia (<strong>aumento del debito</strong>) e il gioco ricomincia finchè ci sarà solo un vincitore (indovinate chi)… Voi volete partecipare ad un gioco così criminale? Noi, no! Siamo quasi sicuri che verremo presi per matti e magari qualcuno ci inviterà al Trattamento Sanitario Obbligatorio; ma a nostra volta, con questo articolo intendiamo denunciare la follia perpetrata dal sistema attuale e la miopia del sistema politico (tutto), proponendo soluzioni che rendono questa realtà OBSOLETA!</p>
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		<title>Il V2DAY, le banche e l&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 23:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;eravamo presenti al v2day, insieme ai ragazzi del TalenTO SCEC, spettacolo grandioso, 120.000 persone, non solo giovani, ma famiglie con bambini e persone anziane (anche molto anziane) in fila per firmare i 3 referendum.
C&#8217;è stata molta informazione (con la &#8220;I&#8221; maiuscola) e tra tutto quello che si è detto riportiamo i video salienti in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;eravamo presenti al v2day, insieme ai ragazzi del <a title="...vai al sito del TalenTO" href="http://www.circuitotalento.org" target="_blank">TalenTO</a> SCEC, spettacolo grandioso, 120.000 persone, non solo giovani, ma famiglie con bambini e persone anziane (anche molto anziane) in fila per firmare i 3 referendum.</p>
<p>C&#8217;è stata molta informazione (con la &#8220;I&#8221; maiuscola) e tra tutto quello che si è detto riportiamo i video salienti in cui si parla di economia, banche, truffe, debito e signoraggio.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="141" height="118" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pBBjNTTQoeU&amp;hl=en" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="141" height="118" src="http://www.youtube.com/v/pBBjNTTQoeU&amp;hl=en" wmode="transparent"></embed></object><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="141" height="118" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NaVSzzVpNZU&amp;hl=en" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="141" height="118" src="http://www.youtube.com/v/NaVSzzVpNZU&amp;hl=en" wmode="transparent"></embed></object></p>
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<p> </p>
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		<title>Arcipelago Lombardia a L&#8217;espresso di Studio 1</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 00:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano La Legname</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

Doveroso ringraziamento a Daniele Martinelli conduttore della trasmissione sulla televisione locale di Treviglio (BG) per l&#8217;opportunità concessa alle nostre persone ed al progetto SCEC.
Lunedì 12 Maggio, la seconda puntata alle ore 18.30 su Studio 1
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k5PWskTkvDI&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/k5PWskTkvDI&amp;hl=it" wmode="transparent"></embed></object>
</p>
<p style="text-align: left;">Doveroso ringraziamento a <a title="...vai al blog di Daniele Martinelli" href="http://www.danielemartinelli.it" target="_blank">Daniele Martinelli</a> conduttore della trasmissione sulla televisione locale di Treviglio (BG) per l&#8217;opportunità concessa alle nostre persone ed al progetto SCEC.</p>
<p style="text-align: left;">Lunedì 12 Maggio, la seconda puntata alle ore 18.30 su <a title="...vai al sito di Studio 1" href="http://www.studiotv1.it/" target="_blank">Studio 1</a></p>
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